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rouge et noir
Attentats-suicides : violence et religion

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Olivier Abel

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Programme de recherche 2011

 

couverture du livre 'Éthique et changement climatique' par Olivier AbelPublications

déviation de trajet -
la valeur heuristique
de la mauvaise compréhension

 

Forme di espressione Ibride
avec "deviazioni di percorso il valore euristico della mis-comprensione" par Olivier Abel
Yod Anno 1-N°3 - Dicembre 2009

 

début de l'article :

Classificare, ordinare, ricercare, espungere, integrare. E il meticoloso lavoro che si svolge in archivio. Un compito che si dispiega sulla linea di confine tra l'opera ereditata dai grandi del passato, e ormai conclusa, e le nuove domande dei vivi che interrogano gli scritti a partire dalla sensibilità del mondo in cui vivono. Il confine tra una fine e un nuovo inizio.

Le operazioni svolte aii'interno di un archivio che custodisce i'opera di un aurore o la memoria di un particolare evento storico sono paragonabili aile operazioni messe in atto anche nell'archivio personale della nostra memoria: un laboratorio in moto tra il continuo accumulo di materiali e la costante rielaborazione e selezione degli stessi, segno della fine di un periodo e dello spazio che si libera per far largo ad una nuova storia. Pieno di ricordi ancora vivi e di vuoti irrecuperabili, carico del bisogno di trattenere per meglio capire e di abbandonare per guardare a distanza e lasciare che fatti e impressioni si riordinino da sou e in modo nuovo. Un mondo di luci e ombre, ben diverso da quelb di Funes El memori oso che, come racconta Borges, «ricordava, infatti, non solo ogni foglia di ogni aihero di ogni montagna, ma anche ognuna delle volte che l'aveva percepita o immaginata. Decise di ridurre ciascuno dei suoi giorni passati a un settantamila ricordi, da contrassegnare con cifre» (Borges 1995: 104). Funes ricorda tutto, ogni cosa e ogni suo minimo dettaglio, ma non solo, ricorda ogni inezia e anche ogni momento in cui si è ricordato di essa, ogni percezione e tutti gli istanti in cui l'ha percepita. Non è solo un nastro di registrazione che fissa ogni sonorità colta dai suoi microfoni, ma un nastro di registrazione capace di registrare anche se stesso, ogni volta che viene riascoltato.

Con la lettura del racconto di Borges svanisce rapidamente il cruccio per la parzialità della nostra memoria, perché se fosse raggiunto b scopo ultimo degli esercizi mnemonici e degli integratori, diverremmo come Funes che, nel!'immobilità de! suo corpo paralizzato, riflette la paralisi di una mente che non conosce i'oblio. Un personaggio sul quale ricadeva una sostanziale perplessità, a discapito della totale completezza dei suoi ricordi: «Sospetto, tuttavia, che non fosse molto capace di pensare. Nel mondo sovraccarico di Funes non c'erano che dettagli, quasi immediati» (Borges 1995: 105)…

 

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